Cultura

Nuvola di parole - Gruppo Cultura

Nuvola di parole - Gruppo Cultura

Il Comune motore di cultura

La valorizzazione degli asset culturali di Como è un passaggio obbligato per la rinascita di una Città trascurata e umiliata culturalmente, economicamente e paesaggisticamente negli ultimi vent’anni. È giunto il momento di tornare a valorizzare le qualità che da secoli contraddistinguono la nostra Città e noi, suoi cittadini.

Cosa valorizzare

  • Il lavoro delle associazioni culturali cittadine, di antico e nuovo impianto, attraverso una rinnovata Consulta della Cultura, strumento di concertazione e attivazione di iniziative grandi e piccole.
  • La conoscenza della città: possiamo realizzare percorsi tematici, via terra e via acqua, innovativi nei contenuti e nelle modalità, facili da utilizzare attraverso la riorganizzazione degli attuali info-point ed il coinvolgimento degli operatori turistici.
  • “Spina verde”, percorso romano e pre-romano (in collegamento con la società archeologica); percorso romanico.
  • Percorso neo-classico (ville lungo la passeggiata di Villa Olmo, primo tratto di un itinerario artistico-culturale esteso alle ville del lago).
  • Percorso voltiano (tempio voltiano, piazza Volta, gabinetto scientifico del Liceo Volta, torre Gattoni recuperata ecc.);
  • Percorso razionalista (a partire dalla fontana di Camerlata, palazzi ed edifici in Città, casa Cattaneo a Cernobbio con archivio ivi inserito).
  • Percorso dei giardini (Città e lago) in coordinamento con il “Chilometro della conoscenza”.
  • Informazioni capillari anche nelle strutture ricettive, con messa a disposizione di materiale divulgativo e riferimenti.
  • Villa Olmo, con la riapertura ad attività congressuali che la mantengano viva e fruibile, fiore all’occhiello di una nuova idea di patrimonio culturale, che implica un utilizzo quotidiano da parte della città, senza per questo interrompere l’esperienza delle cosiddette “Grandi Mostre”, il cui allestimento andrà peraltro affidato ad un serio comitato scientifico, con l’obiettivo di produrre cultura e non effimeri “eventi”.
  • Musei Civici, con l’integrazione degli spazi museali esistenti e degli edifici già recuperati all’uso pubblico attraverso un sistema di “Museo diffuso” (come nella funzionale esperienza bolognese), supportati da nuovi orari e da un nuovo approccio verso il pubblico.
  • Biblioteca Comunale, con la riorganizzazione e valorizzazione degli spazi perché gli utenti, nessuno escluso, la sentano loro, valutando anche la possibilità di un’estensione degli orari di fruizione.
  • Politeama, affrontando la complessa questione del frazionamento residuale delle quote azionarie, con l’obiettivo del recupero della struttura, per restituirla alla città come spazio di cultura, con particolare attenzione ai giovani.
  • Le molteplici realtà che versano in situazioni di difficoltà e necessitano di maggiore supporto. Si pensi all’Archivio di Stato, che conserva il patrimonio storico della nostra Città e del territorio, sotto sfratto da anni; al Centro Volta, la cui attività rappresenta per la città un capitale culturale da tutelare e promuovere; all’Autunno Musicale, sino a qualche anno fa straordinario motore di sviluppo di cultura musicale; a “Parolario, che potrebbe acquisire un’identità più mirata, legata alla Città.
  • “Festival dei Laghi”, che possiamo potenziare attraverso la promozione di sinergie con le realtà vicine. Per una migliore offerta turistica Como avrebbe tutto l’interesse a stimolare il coordinamento fra l’ottimo programma estivo del Teatro Sociale, il Lake Como Festival di Bellagio, ES-CO (Estate a Como) e il Lugano Festival.

Cosa innovare

  • Museo del Razionalismo: attraverso il recupero funzionale di un edificio simbolo dell’architettura italiana degli anni Trenta, l’Unione Lavoratori dell’Industria (ULI), collocato a monte della Casa del fascio di Terragni. Il Palazzo ULI-ASL costituirà con la Casa del Fascio una vera “Isola razionalista” di grande richiamo a livello nazionale e internazionale.
  • Le funzioni da ospitare nel Palazzo: archivi del moderno; biblioteca e mediateca; sale di consultazione e studio; urban center; sala convegni; spazi d’arte e di relazione; mostre temporanee; laboratorio del restauro per l’architettura moderna.
  • All’iniziativa si abbina: a) sistemazione del giardino pubblico di piazza del Popolo con nuovo chiosco, info-point e parco giochi tematico razionalista; b) la “Prospettiva razionalista” lungo via Pessina con gli edifici Casa del fascio, ULI-ASL e la scalinata di via Santo Monti.
  • Museo della Luce (realizzabile, ad esempio nell’area ex Ticosa, nell’edificio “Santarella”): possiamo dar vita a un laboratorio-centro di ricerca sulla luce e sulle sue più avanzate applicazioni. Un’iniziativa durevole, atta a celebrare nel tempo la figura del grande scienziato comasco Alessandro Volta, e a produrre utili opportunità economiche, culturali, scientifiche, turistiche e di immagine da realizzazioni che traggano ispirazione dall’invenzione della pila e dai suoi successivi sviluppi tecnologici.
  • Festival delle Culture, da organizzare nel cuore della vita cittadina, quale momento di sviluppo culturale della società comasca nel suo insieme, per vincere l’esclusione, il disagio e l’incomprensione fra vecchi e nuovi cittadini. Dibattiti, serate tematiche, concerti consentiranno di integrare gli apporti di ciascuna comunità e delle istituzioni culturali in un concreta occasione di apertura e di arricchimento reciproco.

2 thoughts on “Cultura

  1. Gentilli signori vorrei commentare tre punti del programma cultura – turismo.
    Il primo è quello relativo a Villa Olmo e le grandi mostre. Con piacere vedo che si è ritenuto necessario prevedere che l’allestimento verrà affidato ad un serio comitato scientifico che potrà, per quanto riguarda l’argomento, attingere al prezioso campionario storico-artistico presente nella città e nella sua pinacoteca. Le mostre, però, hanno un senso solo se diventano chiave di volta di un sistema sinergico che convolge nel suo insieme ed in modo strutturato enti pubblici, associazioni di categorie, imprese, associzioni culturali. Solo coinvolgendo tutte queste realtà le mostre non rimangono un evento “effimero” ma “producono” anche fermenti economici e ricchezza.
    Il secondo punto è quello delle molteplici realtà che versano in situazioni di difficoltà e necessitano di maggiore supporto. Oltre all’Archivio di Stato, al Centro Volta, all’Autunno Musicalee a Parolario credo che si possa aggiungere L’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”. L’Istituto, non solo possiede un patrimonio librario e archivistico importantissimo per la città e la provincia, con documenti unici e rari, ma opera nelle scuole e sul territorio con progetti didattici mirati alla valorizzazione della storia recente della città.
    Il terzo punto riguarda la “Spina verde” e i suoi percorsi archeologici. Ricordo che la tutela dei siti archeologici e i percorsi protostorici e storici (romano e mediovale) non sono effettuati solo dalla Società Archeologica ma anche dal Gruppo Archeologico “Ulisse Buzzi” che, attualmente, a causa della mancata assegnazione di una sede in città, si riunisce presso la sede del Parco Spina Verde a Cavallasca.
    Cordiali saluti. Patrizia Di Giuseppe

  2. tutto molto condivisibile! sottolineo il proseguimento delle grandi mostre con gli opportuni correttivi ma valorizzando anche le positive esperienze e competenze sin qui acquisite a cominciaere dall’ufficio cultura del Comune.
    Credo inoltre che si debba partire dalla qualità esistente ed in particolare il Conservatorio ed il Teatro Sociale, consolidando la collaborazione.
    Per il Politeama lo spazio ideale sarebbe una “cittadella del jazz” interagendo con il Conservatorio e recuperando ristorante e foresteria.
    Musica rock allo stadio. I concerti dei Deep Purple e di Jovanotti stanno ad indicare che si può.
    E indispensabile oper la città porre rimedio alle oggettive difficoltà di due importanti istituzioni: l’Istituto di storia contemporanea “Perretta” e la banda filarmonica cittadina.
    Immagina, si può!
    Buon lavoro …. Beppe Rigamonti

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