Società partecipate

Nuvola di parole - Gruppo Economia

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Non sempre, a Como come nel resto del Paese, la creazione di società di gestione di importanti servizi pubblici o di partecipazione alla realizzazione e gestione di infrastrutture corrisponde all’esigenza di un più efficiente conseguimento degli obiettivi assegnati. Spesso il proliferare di tali società è legato alla possibilità di assegnare incarichi ed effettuare assunzioni al di fuori del quadro delle norme del pubblico impiego (fenomeno che contribuisce non poco alla dilatazione della spesa pubblica complessiva). Altri elementi di criticità, particolarmente evidenti nelle prassi adottate dal comune di Como negli ultimi anni, sono individuabili nella nomina di amministratori in base a logiche di mera spartizione politica, con scarso riguardo alle competenze delle persone, e nell’assegnazione di compensi eccessivi in rapporto ai ruoli svolti. Si tratta pertanto di svolgere un’attenta verifica della situazione delle società partecipate dal Comune, alla luce delle nuove normative in materia, e di introdurre regole di trasparenza non inferiori a quelle previste per le Amministrazioni Pubbliche. Attualmente il comune di Como detiene partecipazioni in nove società nelle quali nomina 17 rappresentanti in Consiglio di Amministrazione e 13 nei Collegi Sindacali. Inoltre incassa dividendi da Acsm-Agam (372.000 euro nel 2010) e Milano Serravalle (22.000 euro nel 2010).

Le azioni da realizzare:

  • Rigorosa valutazione della situazione in essere, con conseguente vendita delle partecipazioni ritenute non strategiche.
  • Effettuazione delle nomine dei rappresentanti del comune attraverso processi di selezione trasparenti e basati sul possesso di specifiche competenze.
  • Definizione, da parte del Consiglio Comunale, degli indirizzi politico-amministrativi, che il Sindaco si impegna ad accompagnare ad ogni nomina e ai quali ogni nominato deve ritenersi vincolato
  • Riduzione dei compensi, con particolare riguardo ai consiglieri non esecutivi.
  • Adozione di un codice deontologico per amministratori e dipendenti.
  • Introduzione di criteri trasparenti anche per la selezione dei dipendenti delle società partecipate, con obbligo di pubblicazione dell’avvio dei processi di selezione e dei relativi risultati.
  • Vigilanza sull’insorgenza di ogni forma di conflitto di interesse.

 

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