Il programma

I coordinatori dei gruppi di lavoro raccontano il programma del centrosinistra

I coordinatori dei gruppi di lavoro raccontano il programma del centrosinistra

Questo documento rielabora e sintetizza i documenti predisposti dalle cinque commissioni che hanno lavorato nei mesi di Gennaio e Febbraio 2012,
e deve considerarsi come un’«opera aperta», pronta ad integrare contributi significativi anche dopo la fine del periodo elettorale e l’inizio dell’azione di governo.

È un programma che nasce “dal basso”, dal lavoro di circa centocinquanta persone, molte delle quali non iscritta ai partiti del centrosinistra.
È la migliore testimonianza dell’ottica di ascolto reciproco, di rispetto di tutte le voci e di promozione della partecipazione attiva che caratterizzerà l’amministrazione guidata da Mario Lucini.

A tutti coloro che hanno dato il proprio contributo va la riconoscenza delle liste che sostengono la candidatura di Mario Lucini a Sindaco di Como.

Como cambia passo

Mario Lucini chiude la serata di presentazione del programma

Mario Lucini chiude la serata di presentazione del programma

«Un territorio rimane vitale se mantiene la sua coesione sociale e diventa capace di far nascere nuovi distretti culturali grazie all’incontro tra qualità della vita, tradizioni, cultura, storia, ma anche nuove tecnologie e ricerca»
(Carlo Azeglio Ciampi)

«Non da oggi si osserva da parte di molti che l’indicatore del Prodotto Interno Lordo non è una misura adeguata per valutare positivamente le condizioni di una comunità, soprattutto perché non tiene conto della qualità della vita e dei rapporti tra le persone. In un famoso discorso del 1968, ancora tremendamente attuale, Bob Kennedy osservava che “Il PIL cresce con l’inquinamento dell’aria, con il tasso di incidentalità delle nostre strade, con la produzione bellica, …e al contempo non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. In breve, il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”Una riflessione sulla qualità dovrebbe tenere presente, soprattutto oggi, che le risorse a disposizione sono sì importanti, perché sono condizioni per la realizzazione dei progetti a servizio della città, ma non devono mai far passare in secondo piano le finalità complessive per le quali sono gestite.Su tutto deve prevalere l’orizzonte delle scelte, riassunto nella felice formula di Giuseppe Lazzati della “costruzione della città dell’uomo a misura d’uomo”, strutturata cioè secondo la “misura” dei bisogni reali delle persone, alla luce della quale riesce meno difficile comprendere cosa vada inteso per “qualità”.A questo proposito si può considerare un nuovo parametro, battezzato BIL, “Benessere Interno Lordo”: un indicatore che cerca di misurare la qualità della vita delle persone e della comunità in cui esse vivono.Nella sua definizione si tiene conto, ad esempio delle condizioni di vita materiali, dell’aspettativa di vita alla nascita, del tasso di iscrizione universitaria, della partecipazione alla vita politica, della qualità dell’ambiente, del tasso di criminalità e delle relazioni sociali.E un incremento del PIL non comporta necessariamente una variazione positiva del BIL, anzi spesso si traduce in una sua diminuzione. Per fare un solo esempio pensiamo a quanto accaduto a Como in questi anni con lo sviluppo incontrollato delle edificazioni o con alcune famose “grandi opere”: cresce il PIL, diminuisce il BIL. […] Il “Benessere Interno Lordo” fa crescere anche la ricchezza, perché una pianificazione urbana che promuove un miglior livello di vivibilità, che favorisce la coesione sociale, che valorizza i beni monumentali e paesaggistici è in grado di esercitare una capacità attrattiva nei confronti di attività economiche e di potenziare la capacità di sviluppo del territorio. Richiamarsi ad obiettivi di “qualità” non significa puntare su processi elitari ed esclusivi, ma al contrario su una progettualità universale e inclusiva. E la “qualità” intesa in questo senso è elemento sostanziale per la costruzione della “polis”. Ed è quello che vogliamo fortemente per Como».
(Mario Lucini, “Qualità”, Intervento a Prossima fermata: Como, febbraio 2012)

Cittadini partecipi

Nuvola di parole - Gruppo Economia

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L’azione pubblica ha la necessità di rinnovarsi. Ai cittadini saranno proposti nuovi strumenti per partecipare all’amministrazione della nostra città. Un dialogo sereno tra il sistema politico-istituzionale e la popolazione è il cuore della nostra proposta per il governo del “nuovo municipio”. L’obiettivo di coinvolgere maggiormente le cittadine e i cittadini nelle decisioni pubbliche si realizza su tre livelli:- informazione: fornire tutte le conoscenze utili per una partecipazione consapevole;- interazione: attivare meccanismi di dialogo;- consultazione: arrivare a decisioni il più possibile condivise.

Le azioni da realizzare:

  • Completa trasparenza degli atti, delle azioni e delle motivazioni di coloro che amministrano la cosa pubblica, permettendo ai cittadini di sentirsi parte attiva di una comunità e stimolandone il senso di responsabilità civica.
  • Sperimentazione di percorsi di bilancio partecipativo, un procedimento che permette anche ai cittadini non eletti di partecipare alla definizione o alla ripartizione delle finanze pubbliche. Il bilancio partecipativo si rivolge a tutta la città, si ripete nel tempo, include forme di deliberazione pubblica all’interno di assemblee o forum specifici. I suoi animatori devono rendicontare i risultati raggiunti attraverso relazioni, atti pubblici o rapporti sugli esiti concreti.
  • Attivazione di strumenti di e-democracy per promuovere la partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni tramite le tecnologie informatiche, gestite da piattaforme indipendenti.
  • Misurazione del benessere attraverso il QUARS (Indice di Qualità dello Sviluppo Regionale), un indicatore che individua e collega tra di loro le componenti di uno sviluppo fondato sulla sostenibilità, la qualità, l’equità, la solidarietà e la pace, ed è utile per meglio indirizzare le politiche pubbliche a favore dei cittadini.
  • Consigli di quartiere: data la scomparsa delle Circoscrizioni, è necessario valorizzare la partecipazione attiva con momenti di confronto democratico sui temi specifici dei quartieri, in forma aperta e non condizionata da appartenenze partitiche.
  • Valorizzazione delle possibilità offerte dallo strumento referendario, anche con idonee integrazioni dello Statuto comunale

 

Efficienza e trasparenza

Nuvola di parole - Gruppo Economia

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Una “macchina comunale” trasparente e partecipata.

Una “buona amministrazione”, impostata secondo criteri di sobrietà, efficienza, sostenibilità, partecipazione e solidarietà è fondamentale ai fini della costruzione di percorsi condivisi orientati al benvivere. Nell’epoca di internet rendere più trasparenti e comprensibili a tutti, gli atti del Comune è facile e costa poco, ma ha enormi ricadute in termini di efficienza e di controllo. La prassi delle ultime amministrazioni è sembrata invece perlopiù orientata all’allontanamento dei cittadini dalla conoscenza e quindi dalla partecipazione. Attivare sistemi di controllo e di trasparenza è un importante segno di cambiamento.

Le azioni da realizzare:

  • Pubblicazione on line di tutte le delibere comunali, gli atti amministrativi e gli appalti con i relativi capitolati, ed istituzione di un osservatorio per monitorare il rispetto delle clausole contrattuali dei vari appalti di beni e servizi.
  • Pubblicazione on line di tutte le nomine e designazioni fatte dal Comune in altri organismi pubblici e in società partecipate, nonché dei compensi ad essi corrisposti.
  • Pubblicazione del bilancio in forme comprensibili alla popolazione, oltre a quello redatto secondo le modalità previste dalla legge.
  • Rispetto dei tempi per la presentazione del preventivo e di tutti gli adempimenti connessi al bilancio.
  • Assegnazione degli incarichi dirigenziali in base alla valutazione delle competenze possedute, con particolare attenzione alla capacità di coinvolgere e motivare i collaboratori.
  • Impegno alla formazione e valorizzazione del personale comunale affinché i servizi resi siano sempre più tempestivi e qualificati, e sia al contempo possibile limitare il ricorso a consulenze esterne.
  • Istituzione di opportune procedure ed organismi di controllo sugli appalti dei servizi, compresi quelli già in essere, con rafforzamento dei poteri di valutazione e di indirizzo del consiglio comunale.
  • Semplificazione e divulgazione dei documenti che descrivono i livelli di servizio da garantire, affinché i cittadini possano denunciare le eventuali inefficienze all’osservatorio preposto, il quale deve poter comminare le sanzioni ed informare i cittadini dell’esito dei loro esposti. Le imprese che non garantiscono l’osservanza delle norme di sicurezza, ambientali e sulla regolarità delle condizioni di lavoro saranno escluse dagli appalti.
  • Attuazione di quanto previsto dalla legge in materia di:

– fissazione rigorosa di termini per ridurre le occasioni di corruzione e favoritismi
– verifica e revisione delle procedure contrattuali e dei contenuti dei contratti

– controlli sulla veridicità delle dichiarazioni delle imprese partecipanti alle gare.

– tracciabilità dei pagamenti afferenti ai contratti dell’amministrazione.

  • Collaborazione con le Istituzioni preposte alla Sicurezza ed alla Legalità nell’attivazione di canali e procedure facilmente accessibili, attraverso cui i cittadini e gli utenti siano incentivati a segnalare e denunciare, con garanzie di riservatezza, eventuali episodi di illegalità o corruzione nell’amministrazione comunale.
  • Innovazione dei sistemi di controllo di gestione, ricorrendo ad indicatori esplicitamente orientati al controllo della qualità, dell’efficacia e dell’efficienza degli appalti.

 

Società partecipate

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Non sempre, a Como come nel resto del Paese, la creazione di società di gestione di importanti servizi pubblici o di partecipazione alla realizzazione e gestione di infrastrutture corrisponde all’esigenza di un più efficiente conseguimento degli obiettivi assegnati. Spesso il proliferare di tali società è legato alla possibilità di assegnare incarichi ed effettuare assunzioni al di fuori del quadro delle norme del pubblico impiego (fenomeno che contribuisce non poco alla dilatazione della spesa pubblica complessiva). Altri elementi di criticità, particolarmente evidenti nelle prassi adottate dal comune di Como negli ultimi anni, sono individuabili nella nomina di amministratori in base a logiche di mera spartizione politica, con scarso riguardo alle competenze delle persone, e nell’assegnazione di compensi eccessivi in rapporto ai ruoli svolti. Si tratta pertanto di svolgere un’attenta verifica della situazione delle società partecipate dal Comune, alla luce delle nuove normative in materia, e di introdurre regole di trasparenza non inferiori a quelle previste per le Amministrazioni Pubbliche. Attualmente il comune di Como detiene partecipazioni in nove società nelle quali nomina 17 rappresentanti in Consiglio di Amministrazione e 13 nei Collegi Sindacali. Inoltre incassa dividendi da Acsm-Agam (372.000 euro nel 2010) e Milano Serravalle (22.000 euro nel 2010).

Le azioni da realizzare:

  • Rigorosa valutazione della situazione in essere, con conseguente vendita delle partecipazioni ritenute non strategiche.
  • Effettuazione delle nomine dei rappresentanti del comune attraverso processi di selezione trasparenti e basati sul possesso di specifiche competenze.
  • Definizione, da parte del Consiglio Comunale, degli indirizzi politico-amministrativi, che il Sindaco si impegna ad accompagnare ad ogni nomina e ai quali ogni nominato deve ritenersi vincolato
  • Riduzione dei compensi, con particolare riguardo ai consiglieri non esecutivi.
  • Adozione di un codice deontologico per amministratori e dipendenti.
  • Introduzione di criteri trasparenti anche per la selezione dei dipendenti delle società partecipate, con obbligo di pubblicazione dell’avvio dei processi di selezione e dei relativi risultati.
  • Vigilanza sull’insorgenza di ogni forma di conflitto di interesse.

 

Lotta alla corruzione

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Corruzione, criminalità, interessi poco trasparenti: abbiamo imparato che anche il nostro territorio è esposto a questi rischi. La relazione annuale di Trasparency International sulla corruzione percepita pone l’Italia agli ultimi posti tra i Paesi europei insieme a Grecia, Bulgaria, Albania. La nostra amministrazione deve dare il suo contributo nella riduzione della corruzione reale e percepita, adottando strumenti idonei.Importanti inchieste legate al nostro territorio hanno mostrato la diffusione sempre più capillare della criminalità organizzata. Se per ora non sono stati denunciati fenomeni diretti di infiltrazioni mafiose nel tessuto cittadino, è difficile pensare che solo Como sia esente da questi fenomeni. Occorre che insieme, cittadini e amministrazione, vigilino con la massima attenzione, adottando tutti gli strumenti più avanzati per proteggere la comunità comasca da corruzione e criminalità: questo significa anche tutelare i tanti imprenditori corretti ed onesti, e favorire lo sviluppo economico del territorio.

Le azioni da realizzare:

  • Introduzione dei Patti di Integrità – studiati da Transparency International e già adottati in diversi Comuni – nei bandi di gara pubblici, con sottoscrizione obbligatoria per la partecipazione delle imprese alle gare stesse (impegno del Comune a rendere pubblici i dati più rilevanti riguardanti le gare; impegno delle ditte a segnalare al Comune qualsiasi tentativo di turbativa, irregolarità o distorsione)
  • Raccordo costante con la Prefettura e le altre Istituzioni competenti per individuare aree grigie di potenziale infiltrazione, su cui vigilare.
  • Costante vigilanza sugli appalti pubblici e sull’applicazione delle leggi in materia, anche prevedendo l’obbligo di iscrizione a liste di idoneità presso la Prefettura delle imprese che intendono partecipare a nuovi lavori.
  • Individuazione, in collaborazione con Prefettura, Questura e Camera di Commercio, di strumenti di supporto alle imprese che denunciano ricatti mafiosi, estorsioni e pressioni usuraie, come sgravi fiscali ed assistenza legale e bancaria.
  • Sostegno alle azioni delle scuole nello svolgimento delle funzioni istituzionali di educazione alla legalità e alla cittadinanza.

 

Donne e uomini

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Uno sguardo differente sulla città

La condivisione del principio di pari opportunità tra donne e uomini non è sufficiente a garantirne la concreta applicazione nella vita quotidiana. Occorre anche rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione attiva delle donne. Le differenze personali, familiari, sociali, lavorative ed economiche che caratterizzano donne e uomini impongono di non sottovalutare il fatto che le decisioni politiche hanno su di loro un impatto diverso. Le scelte effettuate con questa consapevolezza avranno delle conseguenze positive non solo sulle donne, ma sul benessere collettivo, perché una città che ascolta i bisogni delle donne è una città vivibile e accogliente, in cui tutti i cittadini, uomini e donne, possono trovare un equilibrio tra il tempo di lavoro, il tempo della cura, il tempo della famiglia, il tempo delle relazioni, il tempo per sé. La democrazia, per essere completa, ha bisogno delle donne e del loro sguardo sulla città.

Le azioni da realizzare:

  • Bilancio di genere: documento di bilancio che analizza e valuta in ottica di genere le scelte politiche e gli impegni economici-finanziari dell’amministrazione, ristrutturando entrate e uscite al fine di promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne, nella prospettiva di uno sviluppo umano e sociale paritario tra i generi.
  • Valorizzazione delle professionalità delle donne all’interno dell’amministrazione comunale, rendendo effettivi i principi contenuti nella direttiva sulle misure per le pari opportunità nella P.A. del 23 maggio 2007.
  • Impegno a favorire una presenza significativa di donne negli organi di decisione politica, nelle posizioni di vertice dell’amministrazione comunale e nei consigli di amministrazione delle aziende partecipate.
  • Politiche dei tempi e degli orari della città che facilitino la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro ed interventi su costi, logistica e mobilità per migliorare l’accessibilità dei servizi.

 

Sicurezza e qualità della vita

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Una città vissuta è una città sicura

La sicurezza di un territorio è garanzia fondamentale per la qualità della vita dei suoi abitanti. Como da anni si sta distinguendo per il suo continuo arretrare nella graduatoria nazionale. Una scarsa coesione sociale e una città poco vissuta sono a loro volta fattori di insicurezza per i cittadini, che si sentono sempre più soli, invece di animare i quartieri e di fruire di una varietà di proposte culturali, di spazi di aggregazione, di convivialità e integrazione.
Le azioni da realizzare:

  • Attenzione ai problemi che ogni cittadino percepisce nel quotidiano: una città pulita, ordinata, vissuta, piena di luce offre sicurezza.
  • Promozione di interventi in risposta a situazioni di disagio e di emarginazione.
  • Promozione di reti e relazioni sociali tra i cittadini, quali fattori di prevenzione per una città più sicura.
  • Affidamento ai giovani degli spazi in cui possano esprimere la propria creatività e le proprie energie (centri di aggregazione, luoghi di cultura e di svago, spazi per lo sport) e loro coinvolgimento nella cura degli spazi pubblici e del territorio.
  • Attivazione di un “telefono amico” per gli anziani e l’invio di informazioni periodiche per non diventare vittime designate di criminali senza scrupoli.
  • “Facilitazioni all’uso della città in sicurezza” (già sperimentate in altre città) quali fermate notturne a richiesta dei mezzi pubblici, creazione di una rete di “locali amici”, aree di posteggio in punti strategici della città protetti da sistemi di videosorveglianza, ben illuminati o vicini a luoghi frequentati.
  • Animazione del territorio, valorizzando la presenza di gruppi e associazioni già presenti nei quartieri, sostenendo le loro attività culturali e ricreative.
  • Cura della qualità delle infrastrutture urbane anche al fine di evitare disagi ed incidenti: asfaltature e manutenzione dei marciapiedi, eliminazione delle residue barriere architettoniche, pulizia del suolo pubblico e manutenzione accorta del verde.
  • Istituzione del Vigile di quartiere, la cui attività sia percepita come quella di persona amica del cittadino, al suo servizio.
  • Attivazione di un costante dialogo con Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri, diretto a razionalizzare l’impiego delle singole risorse sul territorio cittadino.
  • Promozione della partecipazione attiva dei cittadini tramite contatti specifici in materia di sicurezza: una casella di posta elettronica e un numero verde dedicati, oltre ad incontri periodici nei quartieri.

Moltiplicatore di risorse

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Verso un nuovo modello di sviluppo

Il comune deve puntare ad uno sviluppo che sia strumento per migliorare la qualità della vita, misurabile con chiari indicatori di benessere: perciò sostenibilità e partecipazione devono essere principi guida anche per coinvolgere e intercettare tutte le risorse necessarie a raggiungere gli obiettivi. Il comune deve diventare facilitatore dello sviluppo in una logica di rete: coinvolgere, collaborare, cooperare con tutte le forze vive della città, attuando una leadership di servizio per il territorio. E’ inoltre necessario che Como riassuma il ruolo di comune capoluogo, da troppo tempo dimenticato, pensando politiche tese alla crescita, al consolidamento ed al rilancio del sistema economico comprensoriale e promuovendo azioni di innovazione tese ad aprire spazi a nuove strade imprenditoriali. L’amministrazione pubblica, da mera erogatrice di servizi (che si ferma appena non ha più soldi) deve trasformarsi in un ente capace di progettare con la città e con il territorio, valorizzare le energie, attrarre risorse, per rispondere ai bisogni dei cittadini.

Progettiamo con la città

  • Unire le risorse finanziarie del territorio coinvolgendo i vari enti capaci di finanziamento (fondazioni, banche, altri comuni e istituzioni, ecc) per sviluppare progettualità comuni capaci di incidere e di attuare le politiche di sviluppo.
  • Moltiplicare le risorse investendo nella capacità progettuale del comune, per intercettare finanziamenti da fondi e bandi (regionali, nazionali, europei).
  • Utilizzare le risorse nella logica della sussidiarietà e della trasparenza, ad esempio con bandi destinati a sostenere i soggetti sociali ed economici del territorio capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini.
  • Fare del comune un attore protagonista e un partner affidabile nei luoghi di partecipazione e confronto con le organizzazioni economiche e sociali nei quali si delineano le prospettive del rilancio territoriale (es. Tavolo della Competitività).
  • Negli appalti e in generale nel soddisfacimento dei bisogni di beni e servizi, introdurre in modo forte criteri di qualità:
    – Trasparenza e legalità (contro le infiltrazioni mafiose, per la qualità del lavoro, ecc);
    – Sostegno dell’economia locale, nella logica della filiera corta;
    – Premiare stili di vita e di cittadinanza virtuosi (per rifiuti, trasporti, energia, ecc) che favoriscano la riduzione degli sprechi e apportino un vantaggio collettivo, con una appropriata applicazione di tariffe e tributi.

Sosteniamo la capacità dei cittadini di impegnarsi direttamente per il benessere comune

  • Favorire la creazione di reti di mutuo-aiuto, a partire dalla aggregazione delle persone su bisogni comuni:
  • – tra famiglie, rispetto alla cura dei figli nelle varie fasi (nido, doposcuola, ecc);
    – tra generazioni, valorizzando gli anziani in alcune funzioni (pedibus, ecc);
    – con il sostegno a forme di scambio di beni e servizi, dal car pooling alle banche del tempo, al riciclo e riuso di beni.

  • Coinvolgere i cittadini nella risposta ai bisogni di welfare:
    – riconoscendo il valore e il ruolo delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali e delle organizzazioni già operative in tanti settori dei servizi alla persona, per facilitare l’integrazione e sostenere lo sviluppo dei diversi servizi, in un’ottica di sussidiarietà;
    – orientando i servizi gestiti direttamente affinché i cittadini siano coinvolti nella costruzione delle risposte.
  • Coinvolgere i cittadini nell’animazione e nella cura del territorio, attraverso organizzazioni esistenti e/o favorendone l’aggregazione: – valorizzando le realtà del volontariato, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni in servizi di pubblica utilità;
    – affidando la gestione di spazi circoscrizionali alle associazioni e alle realtà di quartiere, in cambio di animazione sociale e culturale del quartiere;
    – assegnando spazi in cambio di cura e manutenzione (es. orti urbani per cura di aree verdi);
  • Orientare i consumi dei cittadini a sostegno dell’economia locale e di qualità:
    – sensibilizzando i cittadini ad un consumo sostenibile, locale, tipico; favorendo il commercio di prossimità, anche nel suo ruolo sociale nei quartieri;-
    favorendo le produzioni locali di qualità (coop. sociali, produttori agricoli, ecc);
  • Sostenere il potere d’acquisto dei cittadini fornendo supporto informativo per la nascita di aggregazioni per l’acquisto collettivo di beni e servizi, con criteri di qualità e di risparmio (Gruppi d’Acquisto Solidale).

 

Como città attiva

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Più sostegno al lavoro

Più alto è il tasso di attività, più una comunità è nel suo complesso “ricca”, sia economicamente sia socialmente. A Como (dati provinciali) il tasso di attività è del 68,6%, di oltre sei punti percentuali superiore al dato nazionale, ma dello 0,4% inferiore rispetto alla media della Lombardia. Uno svantaggio dovuto ad una minore presenza delle donne sul mercato del lavoro: 58,9% a Como rispetto al 59,7% regionale. Favorire maggiori occasioni di lavoro per le donne non è quindi solo una richiesta di pari opportunità, ma è condizione per lo sviluppo e la crescita armonica.
Ampliare e sostenere le opportunità di lavoro presenti sul territorio è un obiettivo primario per un Comune che voglia migliorare il benessere collettivo, in raccordo con le altre istituzioni pubbliche, con i comuni circostanti e con le forze economiche e sindacali.

Le azioni da realizzare:

  • Salvaguardia e promozione della Como del lavoro attraverso:
    – Difesa dei livelli occupazionali, favorendo la permanenza e l’insediamento di nuove attività artigianali e/o di innovazione tecnologica compatibili con il tessuto urbano, disincentivando delocalizzazioni e/o cambi di destinazioni d’uso di aree produttive;
    – Semplificazione delle procedure burocratiche comunali (un Comune “amico” delle imprese, con un Assessorato alle Attività Produttive ed uno sportello costantemente in dialogo con gli imprenditori);
    – Raccordo con l’Università, per lo stimolo ed il sostegno all’innovazione tecnologica, organizzativa e gestionale;
    – Servizi efficienti di supporto al migliore svolgimento dell’attività d’impresa (per la mobilità dei dipendenti, per la consegna delle merci, per lo smaltimento dei rifiuti);
    – Salvaguardia e promozione del tessuto di piccoli esercizi commerciali che animano i quartieri e la convalle, contrastando l’espansione incontrollata della media e grande distribuzione.
    – Aiuto all’accesso al credito delle famiglie, dei commercianti, dei piccoli e dei nuovi imprenditori, attraverso la promozione di accordi con banche e associazioni imprenditoriali sul prestito d’onore.
    – Sostegno alla presenza di Como nei network turistici, proponendo iniziative basate sulle eccellenze paesaggistiche e il patrimonio culturale del territorio, valorizzando anche le opportunità offerte in tal senso da EXPO 2015.
  • Agevolazione dell’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro:
    – Qualificazione e pubblicizzazione dello sportello per i giovani, tramite accordi con scuole ed Università, anche per promuovere stage formativi;
    – Assistenza ai lavoratori stranieri ed ai loro datori di lavoro negli adempimenti richiesti, specie in occasione delle scadenze più critiche;
    – Creazione di percorsi di comunicazione tra aziende e giovani, in grado di aiutare le piccole e medie imprese a costruire le condizioni per l’inserimento e la crescita professionale dei giovani, anche con il supporto di finanziamenti regionali o nazionali;
    – Valorizzazione sociale dei lavoratori colpiti dalla crisi e sostegno alla riqualificazione delle conoscenze, attraverso accordi con enti di formazione, associazioni sindacali ed imprenditoriali;
    – Promozione di politiche di flessibilità, a sostegno del lavoro delle donne (part time, orari flessibili).