Andare oltre

Nuvola di parole – Programma

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Como città che affronta le emergenze

 

Dovevano essere le “grandi opere” che portavano lustro all’amministrazione di centrodestra, si sono rivelate i più clamorosi fallimenti della storia comasca, di cui tutta Italia ha parlato. E oggi gravano pesantemente sui bilanci e sugli equilibri ambientali della città.
Paratie e Ticosa sono sfide terribilmente impegnative, che possiamo trasformare nel simbolo della volontà di rinascita della città.

Paratie

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Paratie: che fare?

Non c’è bisogno di descrivere la situazione. Basti dire che nessuno oggi sa come sarà il cantiere quando si insedierà la nuova amministrazione.
Occorre perciò:

  • In primo luogo, ridefinire il progetto con SACAIM e la Regione, non prima di aver raccolto il consenso della città su una soluzione adeguata e globale per la sistemazione superficiale e l’arredo della passeggiata, limitando al minimo altre rischiose opere nel sottosuolo. Quindi, SI alla riqualificazione del Lungolago, NO a sconsiderate “avventure” sotterranee che compromettano ulteriormente la stabilità dell’area.
  • In secondo luogo, rinegoziare la quota di massimo invaso del lago. Era la soluzione più seria e più percorribile, ma si è preferito ridurre il lago di Como a bacino idrico, con beneficio esclusivo del Consorzio dell’Adda. Su questo disastroso progetto ci muoveremo con prudenza e competenza.

Ticosa

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Ticosa: che fare?

L’esperienza Multidevelopment, fatti salvi gli strascichi giudiziari, sembra ormai sostanzialmente chiusa. Per rimediare agli incredibili errori, la nuova giunta dovrà con tutta probabilità ripartire da zero. In questo caso, nessuno potrà permettersi l’errore di demandare al “mercato” scelte urbanistiche che sono competenza e responsabilità di un’Amministrazione comunale finalmente seria, e che considera la Ticosa non un evento propagandistico, ma un investimento per il futuro della città. Quindi:

  • SI allo spostamento verso ovest della viabilità.
  • SI alla risoluzione del nodo via Grandi-Via Innocenzo-Via Roosevelt
  • SI alla ricucitura della porzione sud (fino al Santa Chiara-Istituto Pessina) con Via Milano Alta, con volumetrie e altezze compatibili con il tessuto esistente
  • SI a un parcheggio interrato multipiano nella parte centrale, connesso al sistema della mobilità in convalle e ad un parco pubblico che consenta di porre la massima attenzione alla connessione visiva con cimitero monumentale, Spina Verde e Sant’Abbondio
  • SI a servizi di interesse collettivo nella parte nord, con particolare attenzione a funzioni che favoriscano l’innovazione tecnologica e lo start-up d’impresa, sul modello già sperimentato positivamente con Comonext, “sbarcata” a Lomazzo a causa delle ben note inerzie del passato.