Il programma

I coordinatori dei gruppi di lavoro raccontano il programma del centrosinistra

I coordinatori dei gruppi di lavoro raccontano il programma del centrosinistra

Questo documento rielabora e sintetizza i documenti predisposti dalle cinque commissioni che hanno lavorato nei mesi di Gennaio e Febbraio 2012,
e deve considerarsi come un’«opera aperta», pronta ad integrare contributi significativi anche dopo la fine del periodo elettorale e l’inizio dell’azione di governo.

È un programma che nasce “dal basso”, dal lavoro di circa centocinquanta persone, molte delle quali non iscritta ai partiti del centrosinistra.
È la migliore testimonianza dell’ottica di ascolto reciproco, di rispetto di tutte le voci e di promozione della partecipazione attiva che caratterizzerà l’amministrazione guidata da Mario Lucini.

A tutti coloro che hanno dato il proprio contributo va la riconoscenza delle liste che sostengono la candidatura di Mario Lucini a Sindaco di Como.

Como cambia passo

Mario Lucini chiude la serata di presentazione del programma

Mario Lucini chiude la serata di presentazione del programma

«Un territorio rimane vitale se mantiene la sua coesione sociale e diventa capace di far nascere nuovi distretti culturali grazie all’incontro tra qualità della vita, tradizioni, cultura, storia, ma anche nuove tecnologie e ricerca»
(Carlo Azeglio Ciampi)

«Non da oggi si osserva da parte di molti che l’indicatore del Prodotto Interno Lordo non è una misura adeguata per valutare positivamente le condizioni di una comunità, soprattutto perché non tiene conto della qualità della vita e dei rapporti tra le persone. In un famoso discorso del 1968, ancora tremendamente attuale, Bob Kennedy osservava che “Il PIL cresce con l’inquinamento dell’aria, con il tasso di incidentalità delle nostre strade, con la produzione bellica, …e al contempo non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. In breve, il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”Una riflessione sulla qualità dovrebbe tenere presente, soprattutto oggi, che le risorse a disposizione sono sì importanti, perché sono condizioni per la realizzazione dei progetti a servizio della città, ma non devono mai far passare in secondo piano le finalità complessive per le quali sono gestite.Su tutto deve prevalere l’orizzonte delle scelte, riassunto nella felice formula di Giuseppe Lazzati della “costruzione della città dell’uomo a misura d’uomo”, strutturata cioè secondo la “misura” dei bisogni reali delle persone, alla luce della quale riesce meno difficile comprendere cosa vada inteso per “qualità”.A questo proposito si può considerare un nuovo parametro, battezzato BIL, “Benessere Interno Lordo”: un indicatore che cerca di misurare la qualità della vita delle persone e della comunità in cui esse vivono.Nella sua definizione si tiene conto, ad esempio delle condizioni di vita materiali, dell’aspettativa di vita alla nascita, del tasso di iscrizione universitaria, della partecipazione alla vita politica, della qualità dell’ambiente, del tasso di criminalità e delle relazioni sociali.E un incremento del PIL non comporta necessariamente una variazione positiva del BIL, anzi spesso si traduce in una sua diminuzione. Per fare un solo esempio pensiamo a quanto accaduto a Como in questi anni con lo sviluppo incontrollato delle edificazioni o con alcune famose “grandi opere”: cresce il PIL, diminuisce il BIL. […] Il “Benessere Interno Lordo” fa crescere anche la ricchezza, perché una pianificazione urbana che promuove un miglior livello di vivibilità, che favorisce la coesione sociale, che valorizza i beni monumentali e paesaggistici è in grado di esercitare una capacità attrattiva nei confronti di attività economiche e di potenziare la capacità di sviluppo del territorio. Richiamarsi ad obiettivi di “qualità” non significa puntare su processi elitari ed esclusivi, ma al contrario su una progettualità universale e inclusiva. E la “qualità” intesa in questo senso è elemento sostanziale per la costruzione della “polis”. Ed è quello che vogliamo fortemente per Como».
(Mario Lucini, “Qualità”, Intervento a Prossima fermata: Como, febbraio 2012)