Como cambia passo

Mario Lucini chiude la serata di presentazione del programma

Mario Lucini chiude la serata di presentazione del programma

«Un territorio rimane vitale se mantiene la sua coesione sociale e diventa capace di far nascere nuovi distretti culturali grazie all’incontro tra qualità della vita, tradizioni, cultura, storia, ma anche nuove tecnologie e ricerca»
(Carlo Azeglio Ciampi)

«Non da oggi si osserva da parte di molti che l’indicatore del Prodotto Interno Lordo non è una misura adeguata per valutare positivamente le condizioni di una comunità, soprattutto perché non tiene conto della qualità della vita e dei rapporti tra le persone. In un famoso discorso del 1968, ancora tremendamente attuale, Bob Kennedy osservava che “Il PIL cresce con l’inquinamento dell’aria, con il tasso di incidentalità delle nostre strade, con la produzione bellica, …e al contempo non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. In breve, il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”Una riflessione sulla qualità dovrebbe tenere presente, soprattutto oggi, che le risorse a disposizione sono sì importanti, perché sono condizioni per la realizzazione dei progetti a servizio della città, ma non devono mai far passare in secondo piano le finalità complessive per le quali sono gestite.Su tutto deve prevalere l’orizzonte delle scelte, riassunto nella felice formula di Giuseppe Lazzati della “costruzione della città dell’uomo a misura d’uomo”, strutturata cioè secondo la “misura” dei bisogni reali delle persone, alla luce della quale riesce meno difficile comprendere cosa vada inteso per “qualità”.A questo proposito si può considerare un nuovo parametro, battezzato BIL, “Benessere Interno Lordo”: un indicatore che cerca di misurare la qualità della vita delle persone e della comunità in cui esse vivono.Nella sua definizione si tiene conto, ad esempio delle condizioni di vita materiali, dell’aspettativa di vita alla nascita, del tasso di iscrizione universitaria, della partecipazione alla vita politica, della qualità dell’ambiente, del tasso di criminalità e delle relazioni sociali.E un incremento del PIL non comporta necessariamente una variazione positiva del BIL, anzi spesso si traduce in una sua diminuzione. Per fare un solo esempio pensiamo a quanto accaduto a Como in questi anni con lo sviluppo incontrollato delle edificazioni o con alcune famose “grandi opere”: cresce il PIL, diminuisce il BIL. […] Il “Benessere Interno Lordo” fa crescere anche la ricchezza, perché una pianificazione urbana che promuove un miglior livello di vivibilità, che favorisce la coesione sociale, che valorizza i beni monumentali e paesaggistici è in grado di esercitare una capacità attrattiva nei confronti di attività economiche e di potenziare la capacità di sviluppo del territorio. Richiamarsi ad obiettivi di “qualità” non significa puntare su processi elitari ed esclusivi, ma al contrario su una progettualità universale e inclusiva. E la “qualità” intesa in questo senso è elemento sostanziale per la costruzione della “polis”. Ed è quello che vogliamo fortemente per Como».
(Mario Lucini, “Qualità”, Intervento a Prossima fermata: Como, febbraio 2012)

Il programma del centrosinistra come un talk show

Una presentazione alla città vivace, ritmata, scandita da domande e risposte per far emergere meglio i tratti principali del programma elaborato dal centrosinistra per Como.

E’ stata questa la cifra della serata organizzata il 15 marzo all’auditorium del Don Guanella, al gran completo.

I coordinatori dei gruppi di lavoro raccontano il programma del centrosinistra

I coordinatori dei gruppi di lavoro raccontano il programma del centrosinistra

Moderatore della serata è stato Giorgio Cortella che ha incalzato i 5 coordinatori dei gruppi di lavoro con domande interessanti. A far da sfondo per ogni sezione la nuvola delle parole (word cloud), generata proprio dai documenti del programma.

Gisella Introzzi ha inaugurato la serie delle interviste con i risultati del gruppo su economia, partecipazione, lavoro. Primo obiettivo sarà la rivitalizzazione della macchina comunale che va rimotivata, con attenzione alla rimodulazione della spesa che deve stare attenta a tagliare gli sprechi. Ci sarà poi un bilancio partecipato e trasparenza su tutti gli atti del comune.

“Pulita dentro e bella fuori” è uno degli slogan di Alberto Bracchi, coordinatore del gruppo ambiente, territorio, mobilità, urbanistica. L’accento è stato messo sull’inquinamento dell’aria e dell’acqua: gli obiettivi sono quelli di rientrare nei parametri europei in cinque anni e di rendere balneabile il primo bacino. Bisogna poi spingere sulle nuove gare per la gestione dei rifiuti e del calore che devono servire per migliorare l’impronta ecologica della città ma anche fonte di risparmio. Oltre al piano del traffico, fermo da anni nei cassetti, l’obiettivo più ambizioso è implementare la strategia di zero consumo del suolo, possibilmente recuperando qualche attività produttiva perché la città è piena di residenze vuote.

La valorizzazione di tutto quello che è presente sul territorio è invece il filo conduttore del lavoro del gruppo cultura, università, turismo, sport, coordinato da Silvia Magni. Per far questo serve riattivare le Consulte: quella della cultura e quella dello sport per dare spazio alle attività coordinate delle associazioni e delle società sportive. La città deve però diventare il perno delle attività, svolgendo un ruolo propositivo e non solo passivo. Alcune iniziative rilevanti potrebbero essere un museo della luce dedicato ad Alessandro Volta e un centro studi sul razionalismo, magari nella palazzina dell’ASL di via Pessina che faccia tutt’uno con il Palazzo del fascio. Como può anche diventare una città della scienza se si coinvolgono le Università in progetti condivisi. Per il turismo è necessario attivare tutti i percorsi culturali già presenti in città e promuovere accoglienza dolce come i bed&breakfast, soprattutto per giovani e famiglie. Per lo sport si pensa a meno megaprogetti e più manutenzione degli impianti esistenti che spesso versano in stato di degrado e un utilizzo più ampio dello stadio Sinigaglia, non dedicato solo al Calcio Como.

Il pubblico alla presentazione de programma del centrosinistra

Il pubblico alla presentazione de programma del centrosinistra

Secondo Bruno Magatti: “bisogna cambiare la percezione delle cose, la spesa sociale non è un costo ma un investimento”. Il coordinatore del gruppo sul sociale ha infatti spiegato che le risposte ai bisogni non possono esser tutte uguali: bisogna modulare gli interventi a seconda delle situazioni, ma la qualità spesso va insieme al risparmio per esempio le assistenze domiciliari sono spesso più economiche dei ricoveri in strutture dedicate. Anche in questo caso il comune deve ritagliarsi lo spazio di regista tra l’intervento pubblico e il privato sociale, ossia operare col principio della sussidiarietà, utilizzando però forme di coprogettazione degli interventi come già sperimentato nel Lecchese.

Stefano Fanetti, coordinatore del gruppo giovani ha invece parlato di come utilizzare gli spazi che saranno lasciati liberi dalle circoscrizioni che spariranno. Diversi sono poi i progetti che si potrebbero impostare:  campi da calcetto e basket all’Ippocastano, il riutilizzo del Politeama per il Conservatorio, un’area sosta per camper, ora assente. Soprattutto serve però un’attenzione per i giovani che in questo momento è assente.

“Bisogna rianimare Como” ha detto Mario Lucini “far riemergere la sua anima vera e bella, che si è persa negli anni disastrosi di questa amministrazione”: la serata è stata animata, ritmata dalle idee e questo fa ben sperare.

La serata si è conclusa con domande dal pubblico. Il percorso del programma però non finisce qui: si pensa di metterlo a disposizione prossimamente su un sito dedicato in modo che i cittadini possano arricchirlo con commenti o inserendo suggerimenti.

Mario Lucini chiude la serata di presentazione del programma

Mario Lucini chiude la serata di presentazione del programma

Mario Lucini ha chiuso la serata ribadendo il «metodo aperto utilizzato nella formazione del programma e la capacità di lavorare in squadra». Il centrosinistra è infatti «l’unico soggetto che si presenta in coalizione capace di superare i personalismi» e con un percorso lungo dietro le spalle proveniente dalle primarie.

Il video della serata è disponibile su AltraComo: Mario Lucini presenta il programma del centro-sinistra

Altro articolo su Ecoinformazioni: Un talk show per il programma del centrosinistra

Questo articolo è stato pubblicato anche su Pico.

Parte il cantiere per il programma del csx comasco

Dopo le primarie dello scorso novembre ecco partire il cantiere per il programma del centrosinistra comasco in vista delle comunali di primavera.

Il candidato sindaco Mario Lucini ha infatti presentato il percorso che porterà la coalizione a costruire un programma partecipato insieme ai cittadini.

I coordinatori dei gruppi di lavoro per il programma

I coordinatori dei gruppi di lavoro per il programma

E’ stata scelta la strada di 5 gruppi di lavoro autonomi che affrontino le tematiche relative ad altrettante aree tematiche da riunire poi in un’unico programma organico.

I cinque gruppi di lavoro sono stati affidati ad altrettante personalità del centrosinistra: Alberto Bracchi (urbanistica, mobilità, energia, rifiuti), Bruno Magatti (welfare locale e servizi sociali, associazionismo e volontariato, istruzione), Gisella Introzzi (bilancio e programmazione, società partecipate, sviluppo economico, organizzazione del Comune, cittadinanza attiva e partecipazione), Silvia Magni (cultura, università, turismo e sport), Stefano Fanetti (i giovani e la città).

I gruppi sono già al lavoro da circa una settimana: le riunioni sono scadenzate nell’arco della serrimana per evitare di sovrapporsi. Il percorso però non si esaurirà nei gruppi, aperti a tutti i cittadini e che hanno visto già 145 adesioni in una settimana, ma vedranno un’ulteriore fase di consultazione nei quartieri dopo la chiusura dei tavoli tematici. L’obiettivo è quello di arrivare a presentare il programma alla città entro la fine di febbraio.

Durante la presentazione i coordinatori dei gruppi hanno evidenziato le loro priorità: per Bracchi «è importante riprendere il progetto Agenda 21, in un cassetto del Comune dal 2004», Introzzi ha lanciato un appello alla partecipazione poichè «bisogna recuperare un bisogno di cambiamento diffuso», Magatti ha evidenziato la «costruzione di un modo di fare politica differente che vede protagonisti sia forze politiche sia competenze portate dalle singole persone», per Magni «la ricchezza e bellezza delle persone e della nostra città sono troppo spesso non valorizzate», infine Fanetti ha ricordato che i giovani «per questa amministrazione uscente solo un problema di ordine pubblico».

L’unico dei partecipanti alle primarie non coinvolto direttamente nel progetto è Marcello Iantorno ma Lucini ha lasciato la porta aperta su una possibile collaborazione futura dichiarando che in questa fase ha individuato le persone più adatte al ruolo che devono ricoprire.

Il nodo delle alleanze è stato affrontato marginalmente: per il candidato sindaco l’unica possibilità di dialogo al momento è con la lista civica Per Como dei consiglieri comunali Mario Molteni e Roberta Marzorati, mentre «Altri percorsi sono molto lontani dalla nostra idea di città ed è difficile creare dei percorsi comuni». Un chiaro riferimento a Rifondazione comunista.


Per dare la propria disponibilità a collaborare alla costruzione del programma è sufficiente mandare una e-mail a news@mariolucini.it.

[Immagine: QuiComo]

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